Segnalazioni di illeciti (Whistleblower)

  • Ultima modifica: 17 Luglio 2018


    fischietto

    Tutela del dipendente che segnala illeciti (whistleblower)

    L'art. 1, comma 51, della legge n. 190/2012, ha introdotto l'art. 54 bis al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, rubricato "Tutela del dipendente che segnala illeciti", il c.d. whistleblower. Si tratta di una disciplina che introduce una misura di tutela in uso presso altri ordinamenti, che si prefigge lo scopo di far emergere le fattispecie di illecito presenti nella pubblica amministrazione.
    L'articolo è stato modificato dalla recente legge 30 novembre 2017, n. 179, che, nel testo novellato,  ha inteso rafforzare la tutela del dipendente che segnala illeciti, sia per quanto attiene lo specifico potere di intervento dell'ANAC, sotto il profilo sanzionatorio, sia per ciò che attiene l'onere della prova, ponendo a carico dell'amministrazione pubblica la dimostrazione che le misure discriminatorie o ritorsive, adottate nei confronti del segnalante, sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione stessa.
    La disposizione ha ulteriormente rafforzato i tre tipi di tutela posti in essere dalla precedente normativa:
    • La tutela dell'identità del segnalante;
    • Il divieto di discriminazione o di ritorsione nei confronti del segnalante;
    • La previsione che la denuncia è sottratta al diritto di accesso, ad esclusione della fattispecie eccezionale prevista nel comma 9 del suddetto articolo.
    In precedenza, l'ANAC con determinazione n. 6 del 28 aprile 2015 aveva approvato le linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. wistleblower), fornendo utili chiarimenti sugli aspetti che attengono ai contenuti della segnalazione ed alle procedure da porre in essere. Ad avviso dell'ANAC, nell'interpretare il dispositivo normativo si deve tener conto anzitutto del fatto che, a livello amministrativo, il sistema di prevenzione della corruzione disciplinato nella legge 190/2012 fa perno sul Responsabile della Prevenzione della Corruzione, a cui è affidato il delicato e importante compito di proporre strumenti e misure per contrastare fenomeni corruttivi. Sulla procedura, l'ANAC ha evidenziato che "avuto riguardo alla ratio della norma, al ruolo e alle responsabilità del Responsabile della prevenzione della corruzione e alla necessità di non gravare le amministrazioni con eccessivi vincoli organizzativi, in attesa di un intervento legislativo in tal senso, l'Autorità ritiene altamente auspicabile che le amministrazioni e gli enti prevedano che le segnalazioni siano inviate direttamente al Responsabile della prevenzione della corruzione".

    Secondo la definizione formulata da Trasparency International Italia " il Segnalante è chi testimonia un illecito o un'irregolarità sul luogo di lavoro, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, e decide di segnalarlo ad una persona o ad un'autorità che possa agire efficacemente al riguardo. Pur rischiando personalmente atti di ritorsione a causa della segnalazione, egli svolge un ruolo di interesse pubblico, dando conoscenza, se possibile tempestiva, di problemi o pericoli all'ente di appartenenza o alla comunità. Il Whistleblowing consiste nell'attività di regolamentazione delle procedure volte ad incentivare e proteggere tali segnalazioni".


    Modalità di segnalazione

    La segnalazione può essere scritta, sull'apposito modulo predisposto dall'Ufficio o anche verbale mediante di dichiarazione a voce al R.P.C.T., da trascriversi sotto forma di verbale.
    La segnalazione può essere resa in forma anonima da un soggetto che non intende rivelare la propria identità e, pertanto, non compila i relativi campi sul modulo di segnalazione.
    Le segnalazioni anonime verranno prese in considerazione per le dovute verifiche solo se riferite a fatti di particolare gravità e siano adeguatamente dettagliate e circostanziate.


    Modalità di invio della segnalazione scritta
    • A mezzo del servizio postale o tramite posta interna, in busta chiusa con apposta la dicitura "riservata personale," indirizzata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza ASP di Catanzaro, via Vinicio Cortese, 25 88100 – Catanzaro;
    • Per posta elettronica all'indirizzo prevenzione.corruzione@pec.asp.cz.it oppure prevenzione.corruzione@asp.cz.it


    Modulo Wistleblowing


    Segnalazione criptata (via web)

    Al fine di garantire maggiormente la riservatezza del whistleblower, l'Azienda si sta attivando per predisporre un sistema di segnalazione criptata, in modo tale che tutto il contenuto delle segnalazione viene cifrato e può essere letto esclusivamente dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza che detiene la chiave di accesso per la decriptazione e una password di sicurezza.




    Logo

    Inoltre l'Asp di Catanzaro farà parte, quale ente pilota, delle attività di prevenzione della corruzione svolte da Trasparency International Italia, nell'ambito del progetto Healthcare Integrety Action -  Curiamo la Corruzione. Tale collaborazione consentirà anche di utillizare una piattaforma per il whistleblowing che permette l'anonimato ma allo stesso tempo la possibilità di interazione tra il segnalante e il Responsabile della Prevenzione della Corruzione. La piattaforma è raggiungibile cliccando sui seguenti link:

    logo 
    Link al portale per il whistleblowing ASP di Catanzaro:
    https://segnalazioni.curiamolacorruzione.it/#/


    logo 
    Link strumenti del progetto Curiamo la Corruzione:
    https://www.curiamolacorruzione.it/strumenti/







     
    Ufficio Prevenzione della Corruzione



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    Ultimo aggiornamento:  26/03/2018