ASP Catanzaro: Il Centro di Neurogenetica ha presentato il programma di cura integrato "Chronic Care Model".
(ASP) - Catanzaro, 7 gennaio 2015 - Hanno riscontrato un ottimo successo le iniziative messe a punto dal Centro Regionale di Neurogenetica, diretto dalla scienziata di fama internazionale Amalia Cecilia Bruni ed appartenete all'Asp di Catanzaro. Una serie di iniziative sia per far conoscere il lavoro realizzato dal Centro in questi anni, in particolare per quanto riguarda il programma di cura integrato per pazienti affetti da demenza denominato "Chronic care model", ma anche le attività di beneficenza promosse per raccogliere fondi da destinare a Casa Alzal. In particolare, al Teatro Grandinetti si è svolto un importante convegno nel corso del quale è stato presentato il "Chronic care model", un modello nato in Canada che il Centro regionale di Neurogenetica ha voluto mutuare anche in Calabria, insieme alla partnership di altri soggetti istituzionali. Ad illustrare l'innovativo quanto efficace programma, che è stato finanziato dal ministero della Salute e finalizzato ad un modello d'assistenza collegata alla ricerca e fortemente decentrata sul territorio, è stata la neurologa Amalia Cecilia Bruni, che ha spiegato che, in base agli studi effettuati e alla crescita esponenziale della malattia, nel 2015 saranno circa 40 mila i calabresi malati di Alzheimer.
L'iniziativa è stata inserita nella due giorni di lavori organizzata per dibattere sull'assistenza alle persone colpite da demenza, e per creare anche un focus sulle azioni messe in campo per i malati di Alzheimer. Numeri purtroppo sempre più importanti che implicano l'attivazione di modelli integrati per la gestione della malattia: dall'individuazione tempestiva dei primi sintesi alla corretta diagnosi, alla cura adeguata nella fase severa della manifestazione della demenza. Ciò vuol dire presa in carico del paziente ed anche sostegno dei familiari. "Significa - ha proseguito la Dott.ssa Amalia Cecelia Bruni - strutturazione di servizi programmati e realizzati in rete per dar vita ad un vero modello integrato di cura e sostegno del paziente e delle persone che vi stanno accanto come i familiari ed i care-giver. Il modello integrato richiede formazione permanente degli operatori sanitari coinvolti, creazione dei centri diurni di demenza, valorizzazione del volontariato di ricerca ed altro ancora. La demenza non cancella la persona e che, anche i malati di mente, con la loro vita possono aiutarci a comprendere la nostra esistenza. Non ci sono molti farmaci per la cura dell'Alzheimer- ha sottolineato la neurologa - i pochi esistenti vanno impiegati in maniera mirata. Bisogna partire dai bisogni reali dei pazienti che per la maggior parte sono anziani, tuttavia si riscontrano casi anche in persone relativamente giovani. Sono forme rare, ma presenti in Calabria". Al convegno è intervenuto anche Giancarlo Logroscino che ha relazionato sul "Global burden delle malattie degenerative" e Teresa Di Fiandra che ha fatto il punto sul Piano nazionale delle demenze.
A conclusione dell'incontro al Grandinetti è stato inoltre presentato il libro "La vita dimenticata", scritto dalla neurologa Francesca Frangipane che è anche componente del Centro di neurogenetica, il ricavato della vendita sarà devoluto alla ricerca neurogenetica. Nel volume sono racchiuse 13 storie di demenza, esperienze reali che l'esperta ha incontrato nel corso della sua vita professionale.. Sempre al Grandinetti, l'attore regista Saverio La Ruina si è cimentato nella pièce teatrale, "Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria". La due giorni di lavori è continuata in un hotel di Feroleto Antico dove è stato trattato in maniera più specifica lo sviluppo del Chronic care model, insieme ad altri aspetti della complessa tematica come gli strumenti metodologici e i servizi "finalizzati all'idea di salute intesa come bene comune".
Tra le iniziative promosse dal Centro regionale di neurogenetica e dall'Associazione per la ricerca neurogenetica anche la cena di beneficenza nella struttura ricettiva "Casino Lenza" che i proprietari hanno messo gratuitamente a disposizione per l'evento. La cena è stata preparata da diversi chef tra cui il docente universitario Silvio Greco, con il quale hanno collaborato anche gli studenti dell'istituto alberghiero "Einaudi". Il calendario a favore della ricerca neurogenetica si è poi concluso con la "Festa di Natale" che si è svolta al Parco Impastato, dove si sono ritrovati gli ospiti di Casa Alzal e quelli di "Tener@mente cafè".