Il Commissario Antonio Battistini traccia il bilancio di attivita' dopo tre anni alla guida dellAzienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro

Il Commissario Antonio Battistini traccia il bilancio di attivita' dopo tre anni alla guida dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro

Care cittadine e cari cittadini,

Signore e Signori Sindaci,

Autorità e rappresentanti delle Comunità locali,

dopo tre anni mi accingo a lasciare la guida dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.

Sono stati anni intensi, durante i quali ho cercato di servire questo territorio con responsabilità, impegno, equilibrio e rispetto delle Istituzioni. Al termine di un mandato è naturale tracciare un bilancio. Il mio, tuttavia, non vuole essere soltanto un bilancio di numeri e risultati, ma soprattutto di un’esperienza umana, costruita attraverso l’incontro con le Comunità, con i loro bisogni e con le molte condizioni di fragilità presenti nel territorio. Chi vorrà approfondire l’attività svoltapotrà consultare i dati pubblicati sul sito in maniera analitica e trasparente; desidero, tuttavia, richiamare alcuni risultati significativi.

Nel 2025 il valore complessivo della produzione aziendale è ulteriormente cresciuto del 3,7%, con circa 2,29 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. L’attività ambulatoriale ha registrato oltre 136 mila prestazioni aggiuntive e nei tre Distretti sono state erogate 58.405 prestazioni in più.Anche sul versante delle liste di attesa sono emersi segnali positivi: nove tipologie di prestazioni hanno registrato una riduzione dei tempi medi e, in sette casi, il miglioramento si è accompagnato a un aumento della produzione.Nel primo semestre del 2026, inoltre, il valore dei ricoveri è cresciuto di circa 982 mila euro rispetto allo stesso periodo del 2025, con risultati particolarmente rilevanti nei presìdi di Soverato e Soveria Mannelli. Abbiamo garantito unincremento significativo nella copertura delle postazioni di continuità assistenziale ed abbiamo arricchito il parco tecnologico dell’Azienda in modo importante: la piattaforma robotica Versius e l’apertura della sala di cardiologia interventistica sono solo due delle implementazioni realizzate.

Ma il cambiamento dell’Azienda non si misura soltanto attraverso i dati di produzione. Abbiamo ereditato un’organizzazione nella quale si arrivavano a stampare quotidianamente fino a duecento PEC, lette nel pomeriggio e poi smistate. Gran parte dell’attività amministrativa si svolgeva ancora in forma cartacea, con grandi difficoltà nel ricostruire le filiere decisionali, le responsabilità e lo stato delle procedure.Oggi le attività sono digitalizzate, documentate e tracciabili. Non si tratta soltanto di un’evoluzione tecnologica, ma di un passo importante verso un’Azienda più moderna, trasparente e responsabile.

Questi risultati appartengono a tutte le persone che lavorano nell’ASP. Ringrazio i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i tecnici e il personale amministrativo che, spesso in condizioni difficili, hanno garantito la continuità dei servizi.

Un ringraziamento particolare va al Direttore sanitario Antonio Gallucci e alla Direttrice amministrativa Tiziana Ciuci, che mi hanno affiancato con competenza, lealtà e sincera partecipazione.

Ringrazio i Sindaci, interlocutori indispensabili per comprendere i bisogni delle comunità. Ho avuto il privilegio di incontrare Amministratori straordinari, capaci di spendersi senza riserve per i propri territori. Il confronto non è stato sempre semplice, ma è stato sempre necessario, franco e utile, e il loro supporto indispensabile. Un grazie altrettanto sentito va alle Associazioni dei malati e dei cittadini, interlocutori preziosi, capaci di rappresentare bisogni, diritti e aspettative che un’Azienda sanitaria ha il dovere di ascoltare. Ancora, grazie alle Organizzazioni Sindacali con le quali il dialogo è stato sempre leale, anche se talora aspro: sei anni di produttività arretrata retribuita in tre rappresentano un risultato di tutti, anche loro.

Mi sono confrontato quotidianamente con le difficoltà di tanti cittadini. Non sempre siamo riusciti a dare risposte pienamente soddisfacenti e, per questo, sento il dovere di chiedere scusa. Posso però affermare, con serenità e convinzione, che l’impegno e la volontà di trovare una soluzione non sono mai mancati.

Accanto ai risultati, restano tuttaviadiverse criticità che non posso e non voglio nascondere.

Ne ricordo tre. La prima riguarda la presa in carico delle fragilità. Le persone anziane, disabili, non autosufficienti o affette da più patologie anche oncologiche non possono essere lasciate sole a orientarsi tra servizi diversi. Occorre rafforzare l’integrazione tra le Aziende  sanitarie e con i Comuni, medici di famiglia, assistenza domiciliare, ospedali e servizi sociali.

La seconda riguarda gli screening oncologici. È necessario aumentare l’adesione, raggiungere chi non risponde agli inviti e garantire continuità tra prevenzione, approfondimento diagnostico e cura. Non basta offrire un servizio: bisogna mettere concretamente ogni cittadino nella condizione di poterne usufruire.

La terza riguarda la formazione dei quadri aziendali e del personale non sanitario: una sanità efficiente ha bisogno anche di solide competenze amministrative, organizzative e digitali. Procedure lente, responsabilità poco chiare e informazioni incomplete hanno un costo invisibile e possono ostacolare l’accesso alle cure quanto la carenza di personale sanitario.

Il PNRR rappresenta certamente una grande opportunità e le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali potranno avvicinare i servizi ai cittadini. Ma le nuove strutture avranno valore soltanto se saranno accompagnate da un autentico cambiamento organizzativo e culturalebasato su ascolto e accoglienza, primi passi della presa in carico.

In questi tre anni ho maturato un convincimento profondo: la sfida di un’Azienda sanitaria territoriale può essere vinta soltanto se tutti, dal primo all’ultimo dipendente, fanno proprio il significato autentico della parola “servizio”.Lavorare nella sanità pubblica significa appartenere a un’organizzazione nata per tutelare la salute e affrontare i problemi delle persone, che spesso si rivolgono a noi nei momenti di maggiore vulnerabilità e che, per questo, devono rappresentare la nostra priorità assoluta.

Lascio la guida dell’ASP sapendo che è stato avviato un percorso, ma la strada più lunga resta ancora da fare:ognuno riceve un’Azienda, cerca di migliorarla e la consegna a chi verrà dopo.

Alla dottoressa Maria Mariani, che mi succederà, rivolgoquindi  i miei più sinceri auguri di buon lavoro.

Il mio desiderio più grande è che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, mantenendo lo stesso acronimo “ASP”, possa diventare sempre più una vera “Azienda per i Servizi alla Persona”, nel senso più pieno, concreto e autentico dell’espressione.

Sono profondamente grato a questa terra e alle sue Comunità, così come sono grato al Presidente Roberto Occhiuto per la fiducia che mi ha accordato e rinnovato.E’stato un periodo intenso, difficile e bellissimo, che mi ha arricchito professionalmente, ma soprattutto umanamente. Porterò con me i volti, gli incontri, le difficoltà affrontate, i risultati raggiunti insieme.

Lascio la guida dell’Azienda, ma non il legame con le persone che ho incontrato e con un territorio che, in questi tre anni, è diventato parte sostanziale della mia vita.

Buona vita a tutti.

Gen. Antonio Battistini

 

Tiziana Ciuci, Antonio Battistini e Antonio Gallucci a Lamezia Terme per il bilancio di tre anni di attività al vertice dell'ASP di Catanzaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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